First Generation
COOLTECH
Dipendenti: 90
Fatturato: 21mln€
Formigine (MO)
Il fatturato è realizzato per il 5% in Italia, per l’80% negli altri Paesi Ue e per la restante parte in altre aree del mondo. A guardare poi altri dati, c’è da rimanere ancora più stupefatti: da start up fondata nel 2006 da due ragazzi che avevano appena completato il percorso di studi, con 2 dipendenti, «oggi Cooltech ne conta 90 e si prevede che la crescita continui». Lo racconta Federico Capasso, dal 2023 CFO di una realtà che produce sistemi di raffreddamento per dispositivi elettronici e non solo, che necessitano di un’accurata gestione termica: i prodotti vengono installati presso le linee produttive di clienti OEM, che operano principalmente nei ei semiconduttori, data center, energie rinnovabili. «Prevediamo un forte sviluppo in continuità rispetto a quanto vissuto negli ultimi anni, grazie anche a partnership consolidate con importanti player, in genere grandi imprese o multinazionali, con cui collaboriamo dalla fase di design fino alla fase produttiva. A due linee di prodotto principali corrispondono altrettanti uffici tecnici; lavoriamo anche con università e centri di ricerca. Abbiamo inoltre tracciato un piano di sostenibilità con importanti target entro il 2030 per lo “scope 1, scope 2, scope 3”». Vista anche l’età media molto contenuta (circa 38-40 anni), la formazione riveste un ruolo chiave, anche al fine di promuovere il miglioramento continuo, così come il Welfare, che può essere incrementato con una politica premiante.
DOXEE
Dipendenti: 160
Fatturato: 30mln€
Modena
All’inizio degli Anni 2000 Paolo Cavicchioli e Sergio Muratori Casali, che lavoravano nel segmento della comunicazione tra le imprese in mercati regolati, intuiscono l’imminente (e travolgente) arrivo della trasformazione digitale: «Foniamo così una nostra realtà che punta su canali alternativi al cartaceo, a supporto di aziende enterprise come telecom, utilities, banche, assicurazioni ma anche PA che devono “parlare” al cittaduno». È Cavicchioli, presidente e AD, a raccontare la value proposition di Doxee, un made in Modena nell’ambito dei servizi ad altissima tecnologia che si discosta dalla “tradizionale” imprenditoria del territorio: «Produciamo ogni anno 9 miliardi di oggetti digitali, siamo una grande fabbrica che opera nel dominio dell’immateriale e propone modelli di engagement ad elevata efficienza che producono meno costi e time to market. L’efficacia deriva poi dall’opportunità di lavorare su retention e relazione con il consumatore, svolgendo diverse attività legate a onboarding, amministrazione, marketing, customer experience». Doxee, azienda quotata e forte di un’organizzazione cross country molto forte, è recensita dai principali analisti a livello internazionale, anche in virtù di clienti di grande reputazione. «Investiamo in R&D tra il 15 e il 20% ogni anno, presidiamo molto bene i paesi di lingua tedesca e siamo focalizzati anche su temi di inclusione sociale», chiosa Cavicchioli.
GLAMORA
Dipendenti: 30
Fatturato: 9,2mln€
Sassuolo (MO)
«Ho fondato l’azienda nel 2010, dopo circa dieci anni di esperienza nel settore della ceramica – spiega il Presidente Alberto Casali – La conoscenza diretta del mercato mi aveva permesso di capire che le esigenze stavano cambiando e che quindi andavano interpretate diversamente». Specializzata nei rivestimenti murari su misura, Glamora ha due linee di prodotto principali: “Creative Collection”, caratterizzata da una spiccata varietà stilistica e “Special Edition”, composta da collezioni tematiche sviluppate su materiali particolari quali lino, rafia e quarzo. Una menzione speciale va riservata a Komorebi, il cui rivestimento in lino europeo in viscosa, al 100% organico, fa sì che il prodotto a fine vita torni alla natura come materiale compostabile. L’attenzione alla sostenibilità è un tratto distintivo dell’azienda, che sostiene anche FAI e Unicef, condividendone i valori. Tra gli obiettivi per l’immediato, Glamora indica il desiderio di crescere ulteriormente a livello internazionale, «sia attraverso gli investimenti sull’innovazione che con il rafforzamento organizzativo: alcuni reparti sono infatti in corso di trasferimento presso uno stabilimento più grande, dove una superiore tecnologia ne migliorerà le prestazioni. A oggi, il fatturato proviene al 60% dal mercato estero (in prevalenza Europa, ma anche USA e Medio Oriente), mentre il 40% è prodotto sul mercato italiano; dal 2018, Glamora ha anche uno showroom a Milano».
INNOVATIVE SOLUTIONS
Dipendenti: 10
Fatturato: 20mln€
Modena
Grandi novità per l’azienda guidata da Franco Iorio, che a inizio 2026 si trasferirà in un nuovo headquarter da 12.000 metri quadri, sempre a Modena, dove sta per varare un innovativo “ecovillaggio” composto da 16 edifici realizzati con un metodo non convenzionale: «Sulla tradizionale platea in cemento armato costruiremo una struttura in acciaio. Immaginate dei grandi mattoncini Lego altamente prestazionali, che ci permetteranno migliori livelli di coibentazione e precisione nella chiusura. Su questi, applicheremo dei pannelli fotovoltaici che produrranno molta energia». Non solo: «Vogliamo creare una sinergia tra i campi coltivati e le strutture turistiche nelle quali utilizzare i loro prodotti, in un’ottica di agriturismo veramente sostenibile. Il fotovoltaico è il trait d’union tra il settore agricolo e quello edilizio, che è il nostro core business: la maggior parte degli edifici nel quadrilatero della moda bolognese è di nostra proprietà e frutta oltre 3 milioni di euro all’anno per gli affitti, così come i più importanti negozi di Modena». Innovative Solutions è nata nel 2017, quando Iorio, proprietario al 100% della CPC, specializzata in componenti automobilistici in fibra di carbonio, ne ha ceduto il 44% al colosso giapponese Mitshubishi. Il suo 56% è quindi confluito in Innovative Solutions, holding con partecipazioni in numerose attività e società satellite, per un totale di circa 800 lavoratori.
PULCRANET/ HOLYART
Dipendenti: 54
Fatturato: 19mnl€
Modena
Figlio di imprenditori ceramici, «cresciuto a pane e impresa», nel 2010, a 40 anni, l’ingegner Stefano Zanni sente che è finito il tempo da dedicare al mondo della consulenza ed è arrivato quello di fare l’imprenditore; per caso, si trova tra le mani un’attività da chiudere, un magazzino di articoli religiosi e decide di puntare sull’online per disfarsene. Il primo anno fattura 30.000€, oggi con il sito Holyart.com ne fattura 19 milioni. «Abbiamo avuto da subito una logica worldwide e l’intuizione di investire nelle funzioni strategiche, vale a dire le persone, formando ex novo le professionalità che ci servono, la logistica perché siamo sostanzialmente una commerciale, e la piattaforma e-commerce. Il sito oggi gestisce un catalogo pressocché infinito, che valorizza il Made in Italy, molto apprezzato nel mondo anche in questo settore, fornitori artigianali al 98% italiani e ogni anno inseriamo una nuova lingua, partendo dai mercati limitrofi all’Italia che hanno una presenza cristiana elevata». Il 70% del fatturato realizzato all’estero, oltre 120 paesi nel mondo serviti, tra le tante “fortuna” che Zanno annovera c’è quella di «vendere gli stessi identici articoli e prodotti per tutti i paesi: cambia solo il modo di visualizzarli, di comunicarli, le call to action. Il mondo dei preti e delle parrocchie rappresenta il btob e anche per soddisfare al meglio questo target intendiamo investire nella multicanalità, creando dei punti vendita fisici».
SOCAGE
Dipendenti: 700
Fatturato: 131mln€
Carpi (MO)
C’è una tenacia tutta modenese nella storia di Fiorenzo Flisi, oggi amministratore unico di un gruppo di primaria grandezza ma partito come fabbro. Nel 1983 entra come venditore in Socage, un’esperienza che lo formerà professionalmente e gli permetterà di conoscere a fondo il mercato. Dopo dodici anni decide di mettersi in proprio, ma nel 2009 torna in Socage da proprietario, trovando un’azienda da 9 milioni di fatturato e trasformandola in un gruppo industriale da oltre 130 milioni. Il segreto? «L’esperienza commerciale mi ha insegnato a capire le persone e il mercato», racconta Flisi. «Da lì è stato naturale potenziare la rete vendita e, soprattutto, investire nella qualità costruttiva: oggi realizziamo internamente il 95% dei componenti, una filiera interamente controllata». Quartier generale è a Carpi ma impianti produttivi anche in Brasile e in India; ad agosto l’azienda ha acquisito un concorrente, consolidando la leadership nazionale. Flisi aggiunge: «Per noi è centrale la formazione, rivolta sia ai dipendenti che ai clienti, con l’obiettivo di garantire sicurezza e semplicità d’uso. Le piattaforme aeree del gruppo offrono stabilizzazione e chiusura automatica, pensate soprattutto per i grandi noleggiatori, principale target aziendale». E con una nuova generazione pronta a raccogliere il testimone: «Mio figlio, che ha 29 anni, ha più voglia di me. L’ambizione è continuare a crescere».
