Business Family
CAMPAGNARI SERVICE
Dipendenti: 35
Fatturato: 7,3mln€
Galbiate (LC)
L’azienda come famiglia: non un claim ma splendida storia vissuta quella della Campagnari Service, nata Caffè Service snc nel 1979 per opera di papà, doppiolavorista, che pochi anni dopo si vede raggiungere dal figlio Maurizio Campagnari, e di lì inizia la crescita vera. «Avevamo 18 clienti, alcuni di loro sono con noi ancora oggi e a me si sono uniti mia moglie Laura e i miei cognati: lo scriva, loro sono stati fondamentali per la crescita dell’azienda, sono stati i miei complici in tutta questa avventura!». Trasuda entusiasmo e soddisfazione dalle parole dell’amministratore unico della Campagnari, che negli anni ha saputo portare a bordo anche i tre figli, Andea, Simone e Stefano, tra cui quest’ultimo sta seguendo in particolare l’espansione in Svizzera della Campagnari Service Suisse. Con nomi importanti del territorio nel portfolio di 3.000 clienti, la differenza la fa il servizio. «Quasi tutti investono ma per risparmiare, noi invece facciamo il contrario, anche allargando la nostra proposta, ad esempio anche con erogatori dell’acqua che, attraverso la telemetria, consentono di monitorare il consumo»; ragion per cui dal 2019 a oggi l’azienda ha fatto un balzo di 2,5mln€ di fatturato. Con 35 dipendenti («Le persone iniziano con noi e di solito rimangono fino alla pensione»), e una 20 di collaboratori continuativi, l’azienda è tra i fondatori della rete d’imprese È ora, che gestisce appalti sul territorio nazionale con l’idea di creare nuove opportunità per “i piccoli”.
CLEAF
Dipendenti: 315
Fatturato: 156mln€
Lissone (MB)
«La storia di Cleaf è anche la storia della mia famiglia. Mio padre ha insegnato a me e a mio fratello Roberto molte cose, ma soprattutto che il successo non è statico, bensì si costruisce sul cambiamento. Negli ultimi anni ci siamo concentrati sull’internazionalizzazione e sullo sviluppo tecnologico. Il nostro obiettivo è guidare l’azienda verso nuove sfide, mantenendo il rispetto per la tradizione, ma investendo in nuove visioni». Così Barbara Caspani, CEO di Cleaf, riassume l’eredità morale che ha portato l’azienda nata nel 1975 in seno alla famiglia Caspani a percorrere un cammino di crescita che ha saputo coniugare la solidità della cultura manifatturiera italiana con una spinta continua al rinnovamento. «Produciamo superfici innovative per l’arredo e l’interior design. Pannelli nobilitati, laminati, bordi interamente sviluppati all’interno dei siti produttivi in Brianza e installati in tutto il mondo da architetti e produttori di mobili per creare ambienti stimolanti in cui vivere. Oggi Cleaf è sostenuta da un modello di governance che unisce la forza di una gestione familiare alla visione strategica di un partner internazionale. «E se è vero che il mercato italiano, con le sue aziende d’arredo d’eccellenza, rappresenta il nostro ambiente naturale. Allargando la visione, l’Europa è l’ambito principale di sbocco. La Cina e gli USA, agli antipodi per gusto e mentalità, sono mercati in cui stiamo investendo molte energie».
EMMEGIQUADRO
Dipendenti: 17
Fatturato: 1,5mln€
Nova Milanese (MB)
Un grande percorso alle spalle e tanti obiettivi ancora da raggiungere, anche grazie all’ingresso in azienda del figlio Tommaso. Giovanni Pagani, 64 anni, ex elettricista che nel 2016 decide di fare il grande passo, è un concentrato di voglia di fare e ottimismo rispetto al futuro, visto anche il fatto che la sua azienda opera in un mercato che da quattro anni sta dando soddisfazioni e in cui le opportunità arrivano, ora da un operatore, ora dall’altro. «Ci occupiamo di realizzare impianti di telecomunicazioni radiomobili, ma anche, in parte minore, di mobilità elettrica. Per quanto riguarda le telecomunicazioni, operiamo su due divisioni, vale a dire quella radiante – ovvero impianti per copertura cellulare, ad esempio sui tetti delle case, dove realizziamo un sito da zero – e DAS (Distributed Antenna System), realizzando impianti in palazzi di uffici, centri commerciali, stadi, metropolitane. I committenti sono le grandi società che prendono l’appalto e poi si appoggiano a fornitori locali. Abbiamo competenze tecniche, edili, di comunicazione, meccanica». Appena il business si è consolidato, Pagani non ha esitato nel gratificare i collaboratori con un programma di welfare e percorsi di miglioramento delle competenze, con un occhio di riguardo per la solidarietà, combinata con attività di team building. «Per continuare a crescere – spiega – credo sia importante abbandonare la mentalità artigiana per diventare sempre più un’azienda strutturata».
CASTELNUOVO ORESTE
Dipendenti: 10
Fatturato: 1,5mln€
Cesana Brianza (LC)
Nel 2004, dopo aver acquisito una corposa esperienza professionale, Oreste Castelnuovo si mette in testa di fare impresa e concretizza il suo sogno nella realizzazione di prodotti per la trafilatura di materiali ferrosi, non ferrosi e leghe che vengono usati in settori che vanno dal medicale all’arredamento, comprendono l’uso meccanico o ornamentale e così via in un ampio spettro di settori e applicazioni. Da qualche anno a questa parte lo affianca nella sua impresa la figlia Giada, 27 anni, che porta con sé la volontà di modernizzare l’azienda oltre che una rete importante di relazioni maturata in seno a Confartigianato Giovani di Lecco. «Ci stiamo preparando da tempo al passaggio generazionale, che avverrà a tutti gli effetti nel 2027. Oreste è un ottimo maestro e da lui ho appreso il mestiere, le dinamiche del settore, come ci si relaziona con i clienti. Fondamentale è stata la sua volontà di lasciare spazio, di lasciarmi intraprendere un percorso di responsabilizzazione importante. Ad esempio, io sono già a tutti gli effetti la referente per le attività legate all’estero, e posso dire con un certo orgoglio che abbiamo a che fare con tutte le acciaierie del mondo, che si appoggiano anche a un piccolo artigiano della Brianza!». Proprio nell’ottica di essere un partner vero per i clienti, la società ha da poco conseguito la certificazione ambientale, strategica per entrare a far parte di filiere green e sta intraprendendo numerose azioni per digitalizzare i processi.
SALVADÈ
Dipendenti: 40
Fatturato: 12mln€
Grandate (CO)
«Anni fa il nostro raggio d’azione era al 99% in Lombardia, oggi all’85% all’estero: orizzonti che hanno cambiato completamente piani e prospettive, dal momento che in Italia resta solo l’élite del tessile». Lucido e concretissima è la fotografia scattata da Marco Salvadè, presidente del CdA di Salvadè, realtà nata nel 1967 dal papà e dallo zio e che oggi si occupa della progettazione e realizzazione e manutenzione macchine tessili per finissaggio, leader nella stampa digitale per vaporizzatori, in cui è socio insieme alla sorella e ai cugini. Dalle piccole manutenzioni, alle prime costruzioni di pezzi e macchine in un garage, verniciando davanti sulla strada, ne ha fatta di strada l’azienda che conosciuta nel settore come «cara ma che produce macchine di qualità», continua Salvadè, in diretta whatsapp da una fiera in Indonesia: «Ci siamo molto ingranditi ma ci teniamo a conservare la dimensione familiare perché questo ci consente di garantire un’elevata flessibilità. Siamo bravi a trovare soluzioni a problemi che sorgono in maniera anche inaspettata. Adesso, ad esempio, c’è il tema del costo dell’energia e gli ultimi brevetti si sono focalizzati proprio sul taglio energetico, ovvero come produrre alla stessa qualità a costi di utilizzo più bassi, mentre i concorrenti asiatici usano solo la leva del prezzo». Marco è anche presidente dell’Associazione dei Costruttori Italiani di Macchinario per l’Industria Tessile, incarico che porta anche alla sede di Grandate molte opportunità.
TINTORIA P.A. JACCHETTI
Dipendenti: 45
Fatturato: 5mln€
Como
«Dal 2008, in un settore e in distretto che si contrae di continuo, continuiamo a investire ampliando l’offerta, integrando le lavorazioni, diversificando e offrendo un ampio ventaglio di servizi». Ha le idee ben chiare Riccardo Baldazzi, socio e AD di Tintoria Jacchetti e seconda generazione di una famiglia che con diversi interessi, che vanno dal tessile alla manutenzione, dall’hospitality e ristorazione fino all’alimentare. Un gruppo da 110 collaboratori e 18mln€ di fatturato complessivi, in cui l’azienda comasca – nata 60 anni prima e ingresso nel capitale sociale nel 2003 – è incaricata della fase di lavorazione della nobilitazione. «Vendiamo ai più grandi protagonisti della moda internazionale e serviamo anche i competitor grazie alla nostra grande capacità produttiva e alla notevole expertise tecnica. Le nostre realtà sono quasi tutte benefit e BCorp e lavoriamo sulle linee guida di un modello sostenibile che se presuppone grandi investimenti, garantisce anche dei risparmi». Ambiente, gestione dell’energia, salute e sicurezza sono alcune delle tematiche affrontate, ma intenso è anche l’impegno sulla ricerca e sui prodotti, di cui molti sono certificati. I prossimi passi? «Lo sviluppo di una tintoria filati dentro Jacchetti e la costruzione di un capannone per P.D.M. Industriale, società attiva nel campo dell’impiantistica industriale, recente acquisizione strategica, anch’essa al servizio del Gruppo e di altre aziende.
