Imprese storiche
ACHILLE PINTO
Dipendenti: 350
Fatturato: 108mln€
Casnate con Bernate (CO)
L’ape che campeggia nel logo di Achille Pinto non è soltanto un simbolo grafico, ma racchiude l’essenza stessa dell’azienda: operosità, spirito creativo e dedizione al lavoro, tramandati da oltre novant’anni. Un’identità profondamente radicata nel distretto tessile comasco, dove, nel 1933, inizia la sua storia: Achille Pinto recupera tre telai dismessi e li rimette in funzione nella cantina di casa. Da quel piccolo laboratorio prende forma una realtà che oggi collabora con importanti maison internazionali per abbigliamento e accessori d’alta gamma, con una forte presenza sui mercati esteri. «Il nostro valore nasce dalla capacità di tenere insieme integrazione produttiva, patrimonio creativo e continuità imprenditoriale», spiegano Paolo, Matteo e Lisa Uliassi, terza generazione al comando. «Dallo sviluppo creativo alla stampa, fino alla tessitura e confezione, curiamo ogni fase del lavoro per garantire qualità, flessibilità e affidabilità». Cuore pulsante dell’azienda è anche l’archivio storico, vero alveare creativo che custodisce oltre 260.000 pezzi tra bozzetti, schizzi e campionari tessili. Un patrimonio straordinario che viene valorizzato attraverso un importante processo di digitalizzazione che trasforma la memoria storica in ispirazione continua. Il Gruppo ha poi sviluppato anche una presenza diretta sul mercato, attraverso alcuni brand propri o partecipati che spaziano dall’accessorio tessile al cashmere, integrando realtà specializzate nelle fibre naturali, per presidiare un perimetro ampio della filiera.
CIMA BELFIN
Dipendenti: 520
Fatturato: 75mln€
Busnago (MB)
Il fondatore, Emilio Bellazzi, è uno dei grandi padri della Brianza imprenditoriale, terra che lui stesso definiva «la terra promessa», ma ha purtroppo mancato di pochi mesi il compleanno della sua creatura, fondata nel 1946 e portata in ottant’anni a essere protagonista a livello mondiale nella produzione di molle e componenti meccaniche per i settori industriali e automotive. Sergio Bellazzi, presidente di Cima Belfin, realtà che oggi gestisce con altri quattro dei fratelli, racconta: «Parte della nostra forza viene dalla presenza industriale su diversi mercati, in particolare siamo in Italia, Slovacchia, India, Cina e Canada. Oggi in patria produciamo soprattutto per il mercato automotive, ad esempio con pezzi di grande pregio come le molle in titanio per la Ferrari, ma altrove soprattutto per l’elettrodomestico, forti anche di numerosi brevetti». Proprio il know-how nella personalizzazione del prodotto è particolarmente riconosciuto dai clienti, che chiedono innovazione costante e qualità riconosciuta e comprovata nel tempo. La Famiglia Bellazzi è poi nota per le tante attività legate al territorio, tra cui, sopra tutte, il fatto di aver accolto il ristorante di PizzAut negli spazi dell’Area ex-Philips a Monza, dove sono venuti in visita il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione del 2023 e la Premier Gorgia Meloni il 1° maggio di quest’anno – spazi messi anche a disposizione della comunità per i vaccini nel duro periodo della Pandemia.
DAL CIN
Dipendenti: 55
Fatturato: 21mln€
Concorezzo (MB)
Nel 1949, Ermenegildo (detto Gildo) Dal Cin, giovanissimo laureato in Scienze Agrarie, tornato dalla Guerra riceve la proposta per un posto fisso, «ma papà era uno spirito libero, aveva voglia di fare qualcosa da sé e a Milano, centro dell’enologia italiana, trova la sua strada». Nasce così la Dal Cin, specializzata nella ricerca applicata e nella produzione di tutta la gamma delle specialità enologiche, oggi presieduta dal figlio, Marzio Dal Cin. «Siamo nati con la R&D, mio padre era un cercatore nato: quando entrava in azienda metteva il camice e si recava in laboratorio: questo modus operandi rappresenta ancora oggi il nostro DNA. Abbiamo oltre 400 prodotti a listino, specialistici per la fermentazione alcolica, l’affinamento, la chiarificazione e la stabilizzazione di vini». Tra i vari primati, la certificazione ISO 9001 ottenuta già nel 1998 proprio per l’attività di ricerca, primi in Italia e ancora oggi questa rappresenta il faro della crescita: «A Concorezzo abbiamo HQ e produzione, ma siamo da molti anni anche a Foggia, dove viene prodotto circa il 50% di tutte le specialità vendute. Sebbene mio figlio Lorenzo sia già in azienda, per consolidare stiamo lavorando sulla creazione di una governance che vada al di là della famiglia, che pure mantiene la proprietà». Intenso è anche l’impegno del Presidente in diverse realtà associative (tra queste, Assolombarda, Associazione Nazionale Fornitori Macchine Accessori e Prodotti per l’Enologia, Oenological Products and Practices Association) con diversi incarichi apicali.
GRAFICA SALVIONI
Dipendenti: 15
Fatturato: 1,5mln€
Renate (MB)
Dalla tipografia alle tecnologie digitali, la storia di Grafica Salvioni attraversa oltre settant’anni di trasformazioni senza perdere il valore di azienda familiare, incentrata sulla passione per la stampa di qualità. Fondata nel 1952 da Angelo Salvioni, oggi l’azienda è alla terza generazione e continua ad evolversi con uno sguardo sempre rivolto all’innovazione, all’evoluzione tecnologica e alle logiche del mercato. «Oggi occorre fornire qualità e prezzo e le nostre tecnologie ci consentono di soddisfare tempistiche sempre più strette e di svolgere tutte le lavorazioni internamente per dare un servizio chiavi in mano», racconta Alberto Salvioni, Amministratore. Nel tempo Grafica Salvioni ha ampliato il proprio mondo produttivo trasformandosi in una realtà multidisciplinare, capace di spaziare dalla stampa offset e digitale ai grandi formati, dalla fustellatura alla legatoria, fino alle lavorazioni speciali di nobilitazione dello stampato. Un percorso costruito investendo costantemente in macchinari e competenze, ma soprattutto nella capacità di interpretare i nuovi linguaggi della comunicazione e le tendenze del mercato. «Con la competizione che c’è, tutti vogliono prodotti speciali per farsi notare e noi siamo in grado di realizzare lavorazioni particolari che rendono ogni progetto unico», spiega Salvioni. Verniciature, plastificazioni, effetti materici e soluzioni personalizzate diventano così strumenti per dare identità agli stampati, puntando sulla diversificazione.
SALICE OCCHIALI
Dipendenti: 16
Fatturato: 2,4mln€
Gravedona ed Uniti (CO)
Il nonno, Vitaliano Salice, nel 1919 fondò in un piccolo borgo sul Lago di Como un’azienda che produceva astucci per occhiali e poi occhiali per la protezione sul lavoro. Oltre cent’anni dopo a portare avanti con energia e determinazione la sua creatura (che oggi produce occhiali, maschere, caschi bike e sci) è la nipote Anna Salice, 66 anni, socio di maggioranza, presidente e AD di una realtà che oggi conta 16 dipendenti, oltre che un rapporto continuativo con due terzisti per lo stampaggio e la verniciatura. «In un mercato altamente competitivo, ci contraddistinguono lo stile del prodotto, la qualità, il servizio. Evadiamo gli ordini molto velocemente, anche grazie al nostro magazzino con semilavorati che risponde praticamente in tempo reale agli ordini». Il giro d’affari si realizza al 50% in Italia e per il resto all’estero con distributori che coprono, l’Europa, la Russia, le Filippine, il Sudamerica; per i prodotti legati allo scii sono importanti Russia, Turchia, Iran, Cile, Argentina, per l’outdoor, Panama, Venezuela, Costarica. «Viaggia ancora molto?», chiediamo, e Anna risponde: «Meno di una volta, perché oggi sono soprattutto i distributori che vengono a trovarci, vogliono essere sicuri di affidarsi a un partner che abbia la capacità produttiva che promette. Non dimentichiamo poi che siamo sul Lago di Como, e il fascino che questo nome evoca in tutto il mondo, costituisce un ulteriore atout per portarli da noi».
SIR INDUSTRIALE
Dipendenti: 220
Fatturato 120mln€
Macherio (MB)
È un nome storico della Brianza che fa impresa, quello della SIR Industriale, nata intorno agli Anni 30, poi sviluppata fino a diventare una delle tre sorelle che producevano polimeri in Italia. Paolo Rossi, che ne è presidente, racconta: «Ha affrontato tutte le vicissitudini della chimica italiana fino ad arrivare al 1996 quando è stata acquisita dal nostro Gruppo, nato nel 1983 prima dalla volontà di due dirigenti della Snia Viscosa, tra cui mio papà, che avevano molte idee ma erano stanchi di vederle sempre bocciate. La crescita del Gruppo è continuata fino a quando nel 2025, era formato da Olon (principi attivi), Fidia Farmaceutici (retail farmaci) e, appunto, SIR Industriale, fatturando 1,3mld€. Le due famiglie a capo della holding hanno poi deciso di dividere le loro strade e, in un processo che durerà qualche anno, la famiglia di Rossi cederà quote di Olon e Fidia, acquisendo il 100% delle azioni di SIR Industriale con l’obiettivo di sviluppare il mercato chimico, in particolare con resine e additivi per mercato delle resine che vengono usate per le più svariate applicazioni. Con due stabilimenti (Macherio e Castelseprio), sono stati fatti 40 mln€ di investimento per nuove produzioni che porteranno maggiore marginalità. «Abbiamo inoltre creato la linea Biocircle, marchio ombrello che copre tutti i prodotti, che sono fotocopie di quelli di origine fossile ma sviluppati con percentuali crescenti di materiali tratti da materia riciclata».
