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ANDROS
Dipendenti: 8
Monza
La grande tradizione dell’eleganza monzese nasce nel 1938 come Conca (Confezioni Canali) nel 1938, nel cuore di Monza, con specializzazione sui capospalla e abiti da uomo, e si dipana nei decenni attraverso il continuo mutare delle mode pur mantenendo una solida identità. Nicoletta Canali, figlia del fondatore Genesio, che con il fratello Maurizio porta avanti questa impresa di famiglia che fa parte della rete di 150 boutique Canali nel mondo, si confida: «Nel 2000, poi, ci siamo spostati in un palazzo in via Italia, completamente ristrutturato, in cui abbiamo oggi 3 piani di proposte tutte da scoprire, insieme, non solo per l’uomo e la cerimonia, ma anche per la donna». Andros diventa così ss.And.Rose per dare un servizio in più a una clientela femminile che trova in Nicoletta e nel suo team un riferimento in termini di eleganza, sartorialità, fiducia, classe e passione senza tempo. «Papà ci ha insegnato a non accontentarci mai, a considerare ogni nuova sfida un’occasione, per fare di più, ma soprattutto per fare di meglio, anche per la nostra città, che amiamo profondamente e per la quale creiamo e partecipiamo continuamente a iniziative, eventi, collaborazioni». Nicoletta è animata da un grande amore, che riversa nella gestione quotidiana del suo lavoro ma anche nell’impegno di accogliere, negli anni, quindici ragazzi in affido. «Una sfida anche questa, avrebbe detto mio padre, ma anche un modo concreto per dare un contributo luminoso al nostro mondo».
BUTTI GUIDO
Dipendenti: 3
Fatturato: 700.000€
Villa Guardia (CO)
Nel 1975 Guido Butti decide di trasformare la stalla del padre in una piccola officina. Una scelta coraggiosa, quasi controcorrente per l’epoca, che conduce ad un’azienda specializzata nella carpenteria leggera e medio-pesante. Nel 2000 il passaggio generazionale segna una nuova evoluzione: i figli Carlo e Laura raccolgono il testimone portando una visione giovane e dinamica, senza perdere il legame con il sapere manuale che da sempre distingue l’azienda. «Dall’ideazione alla realizzazione, curiamo tutto internamente, per trasformare la materia in un prodotto unico», racconta Laura Butti, socio amministratore dell’azienda. Entrare nell’officina significa ancora oggi assistere ad una trasformazione quasi artigianale: «Il nostro è un lavoro manuale. Da una semplice barra di ferro possono nascere cose bellissime. Ogni prodotto è unico e richiede cura, passione e attenzione ai dettagli. Oggi è cambiata l’estetica e si prediligono forme più essenziali con finiture particolari come la zincatura», afferma. L’azienda collabora con imprese edili, architetti, privati e lavorazioni conto terzi, distinguendosi per una qualità certificata e per la personalizzazione dei manufatti. Mentre la tecnologia entra sempre più nei processi produttivi, resta forte l’attenzione alla tradizione, alle lavorazioni su misura. La sfida più grande è tramandare il mestiere alle nuove generazioni, preservando un patrimonio di competenze che unisce creatività, tecnica e cultura del fare.
COLOMBO LEOPOLDO
Dipendenti: 6
Fatturato: 500.000€
Gandola ed Uniti (CO)
Nata nel 1950 in una piccola cantina di Griante, sul Lago di Como, grazie all’intuizione di Leopoldo Colombo, l’attività è cresciuta mantenendo intatta la propria anima artigianale fino a diventare uno dei nomi più riconosciuti nella nautica lariana per la realizzazione di Dinghy, Snipes, Lancette a remi, e le caratteristiche barche del lago di Como chiamate “Renzo & Lucia”. «Il nostro è un lavoro antico, ancora per lo più manuale. Il valore che da sempre caratterizza le barche firmate Colombo Leopoldo è sicuramente la qualità e la cura di ogni dettaglio a partire dalla scelta dei legni», racconta Giorgio Colombo, socio amministratore dell’azienda, insignito del titolo di Maestro d’Ascia proprio per la passione con cui ha saputo portare avanti l’attività, insieme al fratello e al figlio. «Per realizzare un’imbarcazione può servire anche un anno di lavoro. Grazie al trasferimento nella nuova sede nel 2004 riusciamo a fare tipologie di barche diverse, fino a 12 metri. Alcune hanno partecipato a trofei internazionali, richiamando l’attenzione di una clientela di appassionati, non solo dall’Italia, ma anche da Svizzera, Germania e Olanda». Il cantiere si dedica oggi anche al restauro di esemplari storici di grande valore portando avanti la tradizione di famiglia. L’ultima sfida si chiama Poldo 23, un’elegante barca a motore, tutta aperta, nata come tributo al fondatore e alle radici dell’azienda, in cui artigianato, tradizione e passione sono intrinsecamente legati.
ELISA CERAMICS
Dipendenti: 1
Como
A volte basta un’intuizione creativa e uno sguardo capace di raccontare la bellezza per trasformare una passione in artigianalità e cura. Elisa Ceramics nasce così, nel 2017 a Londra, dall’amore di Elisa Condoluci per la ceramica artigianale e per tutto ciò che porta con sé il fascino dell’imperfezione: la terra, la natura, i gesti lenti fatti a mano. Dopo aver studiato le tecniche di modellazione e lavorazione al tornio, Elisa inizia a creare piccoli oggetti che conquistano rapidamente il pubblico online. I suoi poggia cucchiaio in ceramica diventano virali, condivisi da grandi realtà internazionali; ogni lancio di nuovi prodotti va sold out nel giro di pochi minuti. «Ho sempre cercato di trasmettere l’amore per il fatto a mano e la cura del dettaglio», racconta Elisa Condoluci, founder e creator di Elisa Ceramics. Rientrata in Italia, sceglie Como per dare vita a un laboratorio che oggi è molto più di uno studio creativo: uno spazio esperienziale dove si intrecciano workshop di ceramica, team building e laboratori per famiglie. «Mi piace lavorare con argille grezze, parlano da sé: delicate, ma con una forte personalità. Ogni pezzo è imperfetto, diverso dall’altro, e proprio per questo unico», spiega. Dalle bomboniere personalizzate agli oggetti su commissione, l’approccio riflette anche attenzione verso la sostenibilità: argille italiane, packaging riciclato e materiali naturali privi di sostanze nocive.
HERSH BIKE
Dipendenti: 1
Fatturato: 250.000€
Faloppio (CO)
Hersh è molto più di un nome: è un acronimo che racchiude la filosofia di un progetto nato dalla passione autentica per il ciclismo. H come History, E come Energia di corpo e mente sempre in movimento, R come Race, la sfida continua con sé stessi, S come Sport e infine H come High Service e High Technology. Dentro queste lettere c’è il mondo costruito da Raffaele Fumagalli, imprenditore e sportivo che ha trasformato la bicicletta in un’esperienza sartoriale cucita addosso alla persona. «Il mondo della bici non offriva ciò di cui c’era bisogno: mancava cultura del prodotto e attenzione alla persona. Così ho deciso di creare biciclette su misura, performanti come una Ferrari e costruite scegliendo il meglio dell’eccellenza italiana», racconta il titolare di Hersh Bike. Ogni componente viene infatti selezionato tra partner rigorosamente Made in Italy, con un’attenzione quasi maniacale alla qualità, alla performance e alla personalizzazione. Hersh Bike non si limita alla produzione di biciclette d’alta gamma, poiché è un vero e proprio progetto che mette al centro il territorio, le relazioni e il benessere psicofisico. «La bici è una metafora della vita: raggiungi una vetta e poi c’è sempre un’altra salita. Insegna a non mollare mai». Da questa filosofia nascono tour esperienziali organizzati lungo tutta la Penisola. Ogni itinerario è pensato per far sperimentare non solo sport ma piccole eccellenze locali ad una clientela che arriva da tutto il mondo.
SCARTO
Casatenovo (LC)
Avere trent’anni e credere fortemente, appassionatamente, nel ruolo di motore sociale che l’impresa può e deve avere: «Il cambiamento a livello sociale parte dall’economia». Così Davide Villa, formazione in NABA e IED, esperienze nel mondo della moda che lo portano a maturare una sua propria idea imprenditoriale che si concretizza un anno fa nella nascita di scARTo: «Raccolgo i tessuti di scarto, appunto, delle aziende tessili della zona, che vengono prodotti purtroppo in enorme quantità, e li porto a designer e ragazzi perché possano sviluppare prodotti. Li metto in contatto con gli artigiani, di cui a loro volta andrebbe recuperata la professionalità e il saper fare, il tutto creando un’economia circolare che vive di una piattaforma creativa finalizzata a valorizzare materiali, idee e persone». Attivo con progetti di diffusione della cultura artistica e del recupero anche in occasioni come la Fashion week milanese, Villa precisa che i clienti sono persone realmente interessate al Made in Italy, anzi, oltre: «Sto lavorando sull’etichetta che esprime il concetto Made with Italy, che significa prendere il know-how italiano, basato su un concetto di slow e autenticità, metterlo a disposizione di chi ha passione, ad esempio moltissimo tra gli stranieri e applicarlo alla moda e al design». Seppure al centro di una fitta rete di collaborazioni internazionali, Villa ha già imparato il valore della delega e della condivisione per arrivare a grandi obiettivi.
