Continuous Improvement
EMILIANA SERBATOI
Dipendenti: 100
Fatturato: 38mln€
Campogalliano (MO)
In oltre quarant’anni, una piccola realtà modenese, nata per la costruzione di serbatoi a caduta per il gasolio destinati alle aziende agricole, si è trasformata in un’azienda leader, con realtà operative anche in Stati Uniti e India. «Ho fondato l’azienda nel 1983 insieme a mio padre Giancarlo, scomparso di recente. La sua concretezza, la passione per il lavoro e la capacità di guardare avanti restano parte della nostra identità e orientano ogni scelta», racconta Gian Lauro Morselli, CEO dell’azienda. Emiliana Serbatoi progetta e produce serbatoi e sistemi per lo stoccaggio, il trasporto, l’erogazione e il controllo dei carburanti. Le soluzioni trovano applicazione in campo agricolo, edile, minerario, trasporti, automotive, oil & gas, impianti industriali e altro, con una crescita costante sia sul territorio nazionale che all’estero. «Esperienza, qualità, progettazione, ascolto e assistenza rappresentano gli ingredienti della nostra unicità. L’innovazione è sempre stata un elemento chiave e viene applicata sia ai prodotti, che ai processi. Ad esempio, l’offerta di sistemi tecnologicamente evoluti per il controllo e la gestione di carburanti e rifornimenti». Emiliana Serbatoi ha consolidato un’identità forte, che affonda le proprie radici nei valori condivisi diventati un vero e proprio marchio di fabbrica: cultura del lavoro, dedizione, qualità, legame con il territorio e la comunità, mettendo sempre al centro il valore delle persone e delle relazioni.
GRUPPO TECNOFERRARI
Dipendenti: 250
Fatturato: 80mln€
Fiorano Modenese (MO)
Il padre di Paola Ferrari, di estrazione meccanica, negli Anni 60 notò che gli operai raccoglievano a mano le piastrelle che uscivano dalla pressa ed ebbe l’intuizione di automatizzare il processo: nel 1966 nacque TecnoFerrari, che ben presto si dedicò anche alla pressa per pressosmaltatura, tecnologia rivoluzionaria ma non premiata dal mercato e poi ai sistemi di decorazione della piastrella. Spiega: «Servivano tutte le expertise nel mondo della ceramica per movimentare, ma ci si rese ben presto conto che queste tecnologie andavano bene per tutti i tipi di industria, dunque già vent’anni fa si diversificò nell’intralogistica e nell’automazione di fine linea per trasportare senza personale umano i pallet nei vari percorsi, studiando la soluzione del layout dell’azienda per passaggio merci». Le figlie ereditano la stessa passione del padre e compiono all’interno dell’azienda tutti i passaggi fino a rilevare le sue quote: oggi Paola e Donatella sono rispettivamente presidente e vicepresidente. «Realizziamo un software di gestione strategico che viene apprezzato da una clientela al 75% estera che opera nel ceramico, beverage, tissue, alimentare: Turchia e Sudamerica i mercati che danno più soddisfazione, ma si sta puntando molto anche gli USA. L’obiettivo è strutturarci sempre di più per trasferire l’idea di essere completi supervisori di un impianto, in grado di garantire velocità di esecuzione assoluta».
IPERCERAMICA
Dipendenti: 600
Fatturato: 155mln€
Fiorano Modenese (MO)
Come si fa a trasformare un’eccellenza manifatturiera italiana in un modello di business innovativo? Iperceramica ha centrato l’obiettivo. Nel 2004 apre il primo punto vendita, per portare direttamente al consumatore finale la qualità del distretto ceramico modenese: oggi la rete conta oltre cento negozi, di cui tredici all’estero, e continua a crescere esportando un format interamente italiano. «Puntiamo sulla qualità e sulla completezza della gamma in grado di soddisfare gusti diversi, dal classico al creativo», racconta Michele Neri, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione. L’azienda progetta internamente collezioni di ceramiche, materiali e accessori per il bagno e altri elementi, affidando la produzione a partner specializzati. L’offerta è ampia ed equilibrata e si rivolge soprattutto al cliente privato, che rappresenta circa il 90% del fatturato. A questa proposta si affianca Ristruttura Smart, la società del gruppo dedicata alle ristrutturazioni chiavi in mano, nata per offrire un servizio completo e oggi impegnata in circa mille cantieri ogni anno. Ha poi investito nella robotizzazione del magazzino per movimentare ogni giorno centinaia di tonnellate di materiali. Prosegue il percorso sulla sostenibilità, con il Bilancio di Sostenibilità, impianti fotovoltaici, certificazione per la parità di genere e un modello di crescita che punta a coniugare qualità, servizio e sviluppo internazionale senza perdere il legame con le origini.
MANITOU ITALIA
Dipendenti: 1100
Fatturato: 600mln€
Castelfranco Emilia (MO)
Manitou Italia, punto di riferimento per lo sviluppo di tecnologie dedicate alla movimentazione e al sollevamento, dall’invenzione del primo carrello elevatore ha costruito la propria storia sull’integrazione di diverse competenze, dalla meccanica all’idraulica, fino all’elettronica e allo sviluppo software, per produrre macchine sempre più performanti, sicure e personalizzabili. «Abbiamo sviluppato una conoscenza approfondita su meccanica, idraulica ed elettronica applicata alla macchina per riuscire a concepire prodotti sempre più innovativi. L’unione di queste competenze, un forte know-how tecnico e la flessibilità nel personalizzare le nostre soluzioni in base alle specifiche esigenze del cliente, hanno portato ad una crescita costante», racconta Marco Iotti, Direttore Generale e AD. Sollevatori telescopici, macchine rotative ad alta portata, piattaforme e carrelli elevatori vengono configurati attraverso numerosi accessori per l’applicazione in settori come agricoltura, costruzioni, industria, mining, Oil & Gas e riciclo. «Le nostre macchine svolgono tantissime funzioni e lavorano con accessori diversi in termini di altezza, portata, servizio. La nostra missione è semplificare e rendere più sicuro il lavoro dei nostri clienti con svariate possibilità di personalizzazione», spiega Iotti. La multifunzione passa da un’intensa attività di ricerca e innovazione: 68 i brevetti attivi, con una media di 7 nuovi depositi ogni anno.
MICROPRECISIONE
Dipendenti: 50
Fatturato: 12mln€
Modena
Microprecisione, fondata nel 1993 da tre artigiani dell’oleodinamica, è oggi una realtà leader nella produzione di microcomponenti meccanici per applicazioni ad altissima precisione, dal biomedicale all’implantologia dentale, fino all’aerospaziale. «Dall’idea biologica al manufatto meccanico: progettiamo, sviluppiamo e produciamo partendo dalla barra di materiale fino al prodotto finito. Lavoriamo con una tolleranza di micron all’interno di una filiera iper-controllata. Abbiamo puntato sulla qualità dei prodotti investendo su macchinari e tecnologie svizzere e giapponesi per offrire il meglio e il mercato ci ha sempre premiato, riconoscendo il valore della qualità», spiega Antonella Ciarmoli, Titolare e Amministratore Unico. Negli anni, Microprecisione ha saputo cambiare pelle, investendo in nuovi impianti per accrescere la capacità produttiva, implementando un laboratorio metrologico all’avanguardia, così come la programmazione CAD CAM e rigidi sistemi di controllo e certificazioni per operare nei settori più esigenti. «La micromeccanica di precisione è un settore molto di nicchia. Noi ci poniamo come risolutori di problemi: i pezzi facili non sono il nostro core business. Ci appassiona risolvere i problemi perché ogni commessa difficile rappresenta per noi una nuova sfida», racconta Ciarmoli. La stessa visione guida anche gli investimenti in sostenibilità, con impianti fotovoltaici, attenzione al recupero delle risorse e una gestione responsabile dei consumi.
VECA
Dipendenti: 103
Fatturato: 35mln€
Soliera (MO)
Dal 1962 la storia di Veca trasforma lavorazioni meccaniche ad alta complessità in un patrimonio di competenze per i settori più esigenti, dall’automotive al motorsport, fino all’aerospazio e alla difesa. Un percorso costruito attraverso acquisizioni strategiche e una costante integrazione di nuove tecnologie, che hanno dato vita a un gruppo altamente specializzato lungo l’intera filiera produttiva. «Lavoriamo conto terzi su specifiche e disegni dei clienti, utilizzando il nostro parco macchine fatto di 70 centri di lavoro, 11 macchine per collaudo dimensionale e diverse postazioni equipaggiate con software avanzati e personale altamente qualificato. Lavoriamo componenti con geometrie estremamente complesse e tolleranze dimensionali molto ristrette – racconta Alberto Verasani, Sales Manager dell’azienda – Ci contraddistinguono la qualità, la velocità di consegna e la proattività nel risolvere i problemi. I clienti vengono da noi quando hanno difficoltà meccaniche o tempistiche stringenti». L’innovazione è alimentata da costanti investimenti nel parco macchine con tecnologie sempre più evolute, con controlli capillari durante tutte le fasi di lavorazione. «Guardando al futuro, vogliamo proseguire nella nostra politica di espansione, aumentando la capacità produttiva, come ad esempio gli ampliamenti dei capannoni di VECA e IMAR, o adottando una strategia di diversificazione per aprire nuovi mercati», conclude.
