First Generation
F
ONLY
Dipendenti: 20
Fatturato: 15mln€
Corlo di Formigine (MO)
È l’unica azienda al mondo esclusivamente dedicata a un unico modello di Ferrari, l’iconica F40, per cui realizza qualsiasi tipo di servizio: manutenzione, riparazione e restauro. Riassumendo: «Mi portate il libretto e vi faccio la macchina!». Trasuda entusiasmo e voglia di fare Remy Hanot raccontando dell’azienda che fondò nel 2019, ma che maturava nella sua testa già da qualche anno, frutto di una vita intera trascorsa tra attività di carrozzeria e meccanica con il grande amore per la Rossa nel cuore. Una nicchia della nicchia, ma un business eccezionale, soprattutto da quando ha integrato la revisione dei processi di produzione. «Realizziamo pezzi rigorosamente identici agli originali, che provengono quasi tutti dall’Automotive Valley. Con 2.400mq dedicati, abbiamo il magazzino di ricambi F40 più importante al mondo, che supporta concessionari in cinque continenti». Hanot e il suo team hanno anche partecipato al concorso d’eleganza Cavallino classic di Ferrari vincendo la categoria supercar con una vettura realizzata in cinque mesi. L’80% del parco delle F40 è in Arabia Saudita, con clienti a Dubai e negli Emirati: le prospettive di crescita sono importanti, tanto più se si considera che il founder di F4Only – un francese che a Maranello ha trovato la casa in cui appoggiare le valigie – sta lavorando alla creazione di un nuovo brand di restomod, ovvero la reinterpretazione moderna di una macchina d’epoca: «I clienti non chiedono nemmeno il prezzo, la vogliono e basta».
JETPRIME
Dipendenti: 20
Fatturato: 3mln€
Rovereto sulla Secchia (MO)
Marco Diazzi, meccanico di moto, appassionato di motori, aveva il desiderio di possedere dei pezzi come piacevano a lui e così nel 2013 realizza componenti speciali per moto da corsa, come pulsantiere e comandi gas e componenti atti all’aumento delle performace. Sono in molti ad apprezzarne la straordinaria capacità progettuale e realizzativa ed ecco che, nel 2022, Jetprime entra nel motospost ai massimi livelli, fornendo i propri prodotti al Moto mondiale: «Siamo sempre in evoluzione e ci concentriamo su ciò che la concorrenza non fa: personalizzazione, risoluzione del problema, servizio per il cliente – il tutto puntando su un montaggio estremamente semplice. Da 4 anni lavoriamo in MotoGp, Moto2, Mondiale superbike, ovvero ai livelli più alti del motorsport due ruote e portiamo al cliente di tutti i giorni la tecnologia che diamo anche a loro». Impossibile, ci dice Marco, andare su un circuito e non trovare loro componenti. «Papà mi ha trasmesso il desiderio di vincere qualsiasi sfida e mi ha trasmesso la sua genialità. Se a ciò si abbina un occhio particolare nel riconoscere le problematiche risolvibili e l’elasticità di una piccola ma agile struttura, si diventa un fornitore indispensabile anche per clienti di così alto livello». Ogni anno JetPrime cresce dal 20 al 25% e dallo scorso anno ha cominciato a lavorare per le case produttrici: «Lavoriamo sul prodotto racing fatto in collaborazione con i grandi marchi e stiamo iniziando a lavorare con un’enorme azienda di elettronica. Ora sono le grandi aziende che ci cercano, anche se io mi sento sempre un piccolo artigiano».
MODULA
Dipendenti: 1.200
Fatturato: 330mln€
Fiorano Modenese (MO)
È una storia eccezionale quella di Franco Stefani, che da hobbista già a 16 anni produceva piccole automazioni applicate a processi ceramici. «A 21 anni ho realizzato la prima impresa artigianale per produrre piccole macchine automatiche per la decorazione ceramica». Dai lì, System Ceramics visse una crescita inarrestabile con clienti internazionali: Cina, Asia, Europa, USA. «Nacque poi il primo prototipo di magazzino verticale per stoccare materiale elettronico e nel 2006 Modula divenne società autonoma. Volevamo organizzare la componentistica, metterla su database informatici e creare distinte basi per il montaggio delle macchine nell’ottica per cui deve essere il prodotto che va all’uomo, non il contrario». Con oltre 50.000 macchine installate tra Europa, Asia e USA, 700 basi merceologiche, oggi Modula è leader nei dispenser di componentistica che creano poi configurazione di prodotto; nel breve termine c’è il raddoppio dello stabilimento americano. Come si fa a creare un gruppo con un fatturato aggregato di 1,4 miliardi di Euro? «Mi sono divertito, ho fatto quello che mi piaceva fare; non dipendevo dalle richieste di mercato, il cliente comprava il mio modo di fare impresa. Il segreto – confida l’Ingegnere – è analizzare molto bene lo stato dell’arte prima di creare un progetto in cui si vanno ad applicare evoluzioni e rivoluzioni: occorre innovare mettendo della conoscenza e mettere la conoscenza a disposizione di un cambiamento».
PROSCIUTTIFICIO MONTEVECCHIO
Dipendenti: 15
Fatturato: 25mln€
Valsamoggia (BO)
www.prosciuttificiomontevecchio.it
«Avevo 14 anni quando all’uscita dalle scuole medie, iscritto a Ragioneria, andai per l’estate a lavorare in un prosciuttificio. Vennero subito le prime soddisfazioni, anche economiche e con grande dispiacere dei miei genitori, a settembre comunicai loro che non avrei proseguito gli studi». Di lì Paolo Gherardi affrontò diverse esperienze sempre nel settore e nel 2002, a 35 anni, con un figlio di 5 mesi, investì tutto ciò che aveva in un prosciuttificio: in pochi anni ne acquistò interamente le quote e oggi si gode con la moglie Roberta («a cui devo tutto»), la soddisfazione di guidare due prosciuttifici che lavorano conto terzi che producono in private label per le migliori industrie salumerie d’Italia. «Siamo stati tra i primi a focalizzarci sulle tematiche ESG, in particolare ci siamo concentrati sul riciclo e sull’autoconsumo, utilizzando circa il 40% del nostro fabbisogno da energia verde». Il suo interesse, però, sono soprattutto le persone, a partire da suo figlio perché possa crescere e beneficiare di tante esperienze, ma anche per tutti coloro che hanno voglia di dimostrare qualcosa, al di là dell’età. «Il mio obiettivo è portare l’azienda verso una dimensione nuova, creando un progetto proiettato al 2050. Ne saranno driver la qualità e l’artigianalità integrate con nuove soluzioni tecnologiche. A sessant’anni sono entusiasta del mio percorso e amo divulgare la passione per il mio lavoro», conclude.
SICER
Dipendenti: 650
Fatturato: 130mln€
Fiorano Modenese (MO)
Nel 1993 Giuliano Ferrari, ancora studente universitario, dal nulla, in un territorio che fa della ceramica una delle sue caratterizzazioni di eccellenza, concepisce l’idea di utilizzare il vetro farmaceutico in ceramica: «Ho preso in affitto un ufficio da 40mq e, con un dipendente, ci siamo messi all’opera. Abbiamo lavorato bene (Decisamente!, Ndr), facendo grandissimi investimenti in ricerca, strutture, servizio. L’innovazione è stata il nostro driver e ci siamo qualificati negli anni come un vero e proprio partner tecnologico per l’industria ceramica. Siamo consulenti che vendono chimica, ma ci basiamo sulla ricerca applicata ai trend che riguardano anche il fashion, non solo la manifattura». Performance dei materiali, stabilità del risultato, fattibilità tecnica nell’ottica di Sicer si intersecano dunque sin dall’inizio con la creatività e un’attenzione all’estetica che non devono essere fini a sé stesse bensì connaturate al progetto tecnico. Ferrari, 55 anni, CEO e socio con un fondo di investimento presente dal 2015, mantiene l’HQ in Italia ma ha filiali produttive nei principali distretti ceramici mondiali, strutturate per presidiare da vicino la clientela. «Sono abituato a pianificare il domani in funzione dell’oggi, quando ho cominciato non c’era un business plan che ci portasse a questi numeri e ora invece sono concentrato sull’obiettivo di managerializzare l’azienda in modo che il buon andamento non dipenda dalla mia presenza».
SIDERAL REFRATTARI
Dipendenti: 18
Fatturato: 3mln€
Sassuolo (MO)
«Ho 65 anni, ma come imprenditore ne ho venti perché ho iniziato vent’anni fa. Dopo un percorso manageriale importante, ho deciso appunto di dare vita a Sideral Refrattari, specializzata nella produzione di refrattari per colata in sorgenza». Così Alessandro Gasparini, che spiega come la sua idea imprenditoriale sia basata sugli assunti che ogni cliente richiede il suo set di refrattari e si tratta di prodotti di consumo, dunque ogni volta che viene fatta una colata va ripristinato un nuovo set di prodotti; si tratta infatti di tubazioni in cui scorre l’acciaio a una temperatura altissima, che devono tenere lo shock termico per clienti attivi soprattutto nei settori Energy, Oil & Gas, materiali per la produzione di lingotti da forgia, lingotti per turbine, colaggio sotto vuoto e lingotto cavo. Grazie a una forte impostazione alla flessibilità e un’impostazione che garantisce decisioni veloci e processi snelli, Gasparini si garantisce il presidio del 25% del mercato italiano, che rimane per lui strategico. Affiancato dalla figlia nell’ambito amministrativo, l’imprenditore avverte forte il senso di responsabilità: «Pensando al futuro, non posso stare fermo anche solo per un principio etico: do lavoro a tante persone, tra cui alcune che vengono da condizioni difficili e io vedo la nostra realtà come una famiglia. Per questo sto ragionando su come investire per dare ulteriore sbocco alla società».
