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ACETO BALSAMICO DEL DUCA
Dipendenti: 16
Fatturato: 3,6mln€
Spilamberto (MO)
A Modena l’Aceto Balsamico è da secoli un patrimonio di famiglia: alla nascita di un figlio si avviava una batteria di botti destinata a custodire per decenni il mosto cotto, fino a diventare dono di nozze e simbolo di continuità tra le generazioni. Da questa cultura identitaria, fortemente radicata, prende forma la storia di Aceto Balsamico del Duca, azienda nata nel 1891, oggi giunta alla quinta generazione. «La nostra produzione di balsamico di Modena si divide in due tipologie: aceto balsamico di Modena IGP, un prodotto di largo consumo arricchito nel tempo da nuove ricette e varianti e aceto balsamico tradizionale di Modena DOP, che rappresenta un prodotto di pregio, una vera e propria eccellenza che affonda le proprie radici in un saper fare antico, ereditato dalle generazioni passate», racconta Mariangela Grosoli, Amministratore Unico e titolare dell’azienda. Dalla storica bottega di famiglia alla scelta, negli Anni 70, di dedicarsi esclusivamente al balsamico, Aceto Balsamico del Duca ha trasformato una tradizione secolare in un marchio riconosciuto nel mondo che esporta per l’80% in diversi paesi come Giappone, Svizzera e Stati Uniti. «Cambiano i gusti e le modalità di consumo ma l’aceto balsamico si fa solo a Modena e rappresenta un prodotto identitario del territorio. Vogliamo preservare la cultura e la tradizione della nostra terra e della nostra famiglia, tutelando questo patrimonio evocativo».
ANGELO PO
Dipendenti: 250
Fatturato: 70mln€
Carpi (MO)
Nata nel 1922 dall’intuizione del fondatore, Angelo Po da oltre un secolo rappresenta una storia di eccellenza nella ristorazione professionale, intrecciando la solida eredità valoriale ad una visione lungimirante. Entrata nel 2016 nel gruppo internazionale Marmon Foodservice Technologies, l’azienda è un vero e proprio ecosistema che coniuga progettualità, design, tecnologia, efficienza e assistenza nella progettazione e realizzazione di cucine professionali. «Offriamo soluzioni chiavi in mano: dal foglio di acciaio inox fino alla cucina, completa delle tecnologie più evolute. Angelo Po è conosciuta per i suoi prodotti di design, l’affidabilità e la qualità. Offriamo ai nostri clienti, 60% all’estero e 40% in Italia, l’esperienza di una cucina personalizzata in grado di rispondere alle loro esigenze», racconta Michele Simonetti, Operation & Supply Chain Director e Global Sustainability Leader del Gruppo Marmon Foodservice.
L’evoluzione della ristorazione ha spinto Angelo Po a sviluppare soluzioni sempre più intelligenti e smart come ad es. i sistemi Cook & Chill o la piattaforma digitale APO.LINK per la diagnostica da remoto, con un servizio di assistenza continuativo e training su tecniche di cottura e ricette. Angelo Po è un’azienda virtuosa: l’innovazione tecnologica va di pari passo con l’impegno sui temi ESG con l’obiettivo di ridurre consumi e sprechi, ottimizzare i tempi di lavoro e migliorare la gestione delle materie prime, trasformando la cucina in un ambiente sempre più efficiente e sostenibile.
L’azienda vuole contribuire alla sostenibilità di tutta la filiera con emissioni pari a 0 entro il 2050.
ANNOVI REVERBERI
Dipendenti: 700
Fatturato: 240mln€
Modena
«Nel 1958 mio nonno Corrado, che aveva un’esperienza presso le Officine Meccaniche Reggiani, e il socio Umberto Annovi avviarono la produzione di pompe a membrana che vanno all’interno degli sprayer usati dai grossi costruttori per diserbare le colture. Da lì una crescita notevole in settori, prodotti e mercati, tanto che oggi presidiamo i settori agricoltura e industria con pompe per il settore btob e cleening con idropulitrici destinate anche al mercato B2C». Federica Reverberi, terza generazione («Siamo in 5 tra fratelli e cugini, ognuno ha scelto il suo ramo di competenza»), Business development manager, racconta passato, presente e prospettive di una realtà presente in Europa, America e Asia tanto da contare l’88% di export. «Produciamo a marchio nostro ma anche con accordi di licenza per grandi clienti e io mi occupo proprio della ricerca di nuove opportunità di business. Con un catalogo prodotto molto ampio e sempre in evoluzione, soprattutto nell’ambito dell’elettronica, puntiamo su una crescita organica ma anche sull’acquisizione di aziende complementari». Non solo manager ma anche neomamma, Federica si spende con grande impegno per l’azienda di famiglia ma presta anche grande attenzione al contesto in cui opera: «Lavoriamo molto con associazioni ed ospedali, nonché con le università e con le scuole, siamo sponsor del Modena Calcio, del Modena Rugby e supportiamo le giovanili».
BRAMA
Dipendenti: 100
Fatturato: 50mln€
Modena
Il nonno Renzo nel 1956 fondò una maglieria che lavorava conto terzi e coinvolse tutta la famiglia; negli Anni 90 arrivò il nipote, Renzo Braglia, che creò un marchio lavorando sin da subito sull’internazionalizzazione. Nel 2006, poi, la fondazione di Brama: «Oggi ci qualifichiamo come un distributore leader nell’ambito del fashion nel segmento premium, e la nostra mission è creare servizio per i grandi brand, perché un buon posizionamento sul mercato europeo è la base da cui partire per poi sviluppare una strategia B2C. La nostra base è Modena ma abbiamo filiali e sei showroom con team locali a Parigi, Milano, Düsseldorf, Anversa, Madrid, Monaco di Baviera. Siamo gli unici a coprire tutta l’Europa. Facciamo internazionalizzazione attraverso un portafoglio di brand di alto profilo, affiancando la vendita in negozio, ovvero la street business, al digitale, vale a dire web e social. «Per il multibrand – continua Braglia – la formula ibrida è in crescita ma ritengo che sia ancora fondamentale la visibilità su strada. La cultura del punto vendita è fondamentale e serve a capire quali sono le dinamiche, i gusti, le tendenze reali. Con la nostra esperienza siamo in grado di trasformare la creatività in vendite». Sempre in viaggio tra i vari showroom, appassionato viaggiatore, curioso per natura, il fondatore di Brama, seppur viva tra Modena e Parigi, è molto legato alle tradizioni della sua città («il mio bisnonno ha dato il nome allo Stadio!»).
GRUPPO VOILÀP
Dipendenti: 2.000
Fatturato: 350mln€
Modena
La storia del Gruppo Voilàp segue una parabola nello sviluppo industriale che ha trasformato una realtà italiana in un gruppo internazionale, presente oggi in oltre 60 Paesi, con 16 stabilimenti e 44 filiali commerciali. Voilàp progetta macchine, linee automatizzate e sistemi integrati per la lavorazione di alluminio, PVC, acciaio e vetro. «Non vendiamo soltanto macchine: integriamo tecnologie, software e dati in un ecosistema capace di rendere industria e servizi più intelligenti, efficienti e sostenibili», spiega Stefano Giust, Chief Financial & Transformation Officer. «La nostra crescita è stata un percorso di integrazione che ci ha resi più completi, solidi e capaci di anticipare l’evoluzione dei mercati. Abbiamo oltre 400 anni di esperienza, data dalla somma degli anni di attività delle società che rappresentiamo». Il risultato è un ecosistema tecnologico che accompagna il cliente dalla progettazione alla produzione, integrando macchine, linee automatizzate, software, IoT, analytics e servizi digitali. Le soluzioni Voilàp trovano applicazione anche in settori come automotive, ferroviario, aerospazio, energie rinnovabili, illuminotecnica e arredo. «Innovare significa anticipare, integrare e rendere la tecnologia utile alle persone e al cliente finale», sintetizza Giust. Con un fatturato distribuito tra EMEA, Americhe e APAC, Voilàp punta a rafforzare il modello One Company, integrando le nuove realtà acquisite e accelerando lo sviluppo di AI, dati e cybersecurity.
HMC PREMEDICAL
Dipendenti: 280
Fatturato: 60mln€ (Italia)
Mirandola (MO)
HMC Premedical, società benefit nata nel 1997 nel cuore del distretto biomedicale di Mirandola, ha come mission il contribuire a migliorare la salute delle persone nel mondo. Questo senso di responsabilità ha accompagnato ogni fase dell’evoluzione, guidando l’azienda attraverso diverse acquisizioni e nel passaggio ad una struttura manageriale. La visione lungimirante ha portato in breve tempo HMC Premedical a diventare un gruppo internazionale, specializzato nello sviluppo e produzione di dispositivi medici, componenti e soluzioni per il settore biomedicale e farmaceutico. «Siamo un mix di culture e di tante realtà territoriali ed internazionali, integrate e sinergiche. Abbiamo uno spirito dinamico, aperto ad una contaminazione trasversale. Il nostro è un ecosistema variegato e fertile, che si è evoluto nel tempo per fare la differenza nella salute delle persone», racconta Andrea Bisi, Amministratore Delegato. Oggi HMC Group è presente in oltre 65 Paesi, con 4 sedi nel mondo, 25.000 mq complessivi e 4.000 mq di camere bianche per sostenere una realtà che integra ricerca, innovazione, progettazione, prototipazione, produzione e alti standard qualitativi. Opera come partner delle principali industrie biomedicali e farmaceutiche nella produzione di ausili, componenti, semilavorati e dispositivi medici, e con un’unità che sviluppa dispositivi a marchio proprio destinati alla sanità, con applicazioni nella nutrizione enterale, nella respirazione e nella terapia del dolore.
