Piccola Media Impresa
C.F.R.
Dipendenti: 90
Fatturato: 27mln€
Modena
Unicità, posizionamento di nicchia, alta reddittività, portfolio clienti di eccellenza, sono i driver che lo scorso anno hanno convinto la holding svedese Lifco ad acquisire una perla del Modenese, la C.F.R. fondata oltre quarantina d’anni fa da Luciano Cottafavi e Franco Neri, tuttora soci dell’Azienda. Matteo Compagnoni, membro del CdA di C.F.R. e acquisition director di Lifco, racconta: «La società è cresciuta sempre in modo organico, diventando leader in una nicchia di mercato, i motori elettici in corrente continua, principalmente per i settori della movimentazione con applicazioni in diversi ambiti, tra cui agricolo, logistica, macchine aeroportuali. La contingenza non è delle più favorevoli ma C.F.R. ha grande storicità e conta su una numerosa base di piccoli medi clienti che hanno necessità di avere un prodotto customizzato, con applicazioni speciali, in piccoli lotti. Il tutto è affidato a un team interno composto da ingegneri meccanici ed elettronici di grande esperienza e bravura». Ne deriva un’intensa attività di ricerca continua verso soluzioni sempre migliorative, nel quadro di un mercato che evolve molto velocemente. «Il fatturato si realizza per il 65-70% all’estero, in tutto il mondo… ma proprio in tutto il mondo!». Il tema ESG? «Siamo già nella filiera, perché tutto ciò che è elettrificazione ne fa parte. Per quanto riguarda il personale, viene da sempre posta grande attenzione agli ambienti di lavoro e alla sicurezza».
ERCOPAC
Dipendenti: 50
Fatturato: 18mln€
Scandiano (RE)
A fine 2022, dall’esperienza ventennale di tre professionisti nel settore dell’automazione, prende vita una nuova realtà che progetta, costruisce e installa impianti robotizzati di fine linea rivolti al settore beverage, food e tissue. Prepara, insomma, l’output per la spedizione e la movimentazione i pallet. «Nel 2024 fatturavamo 8,4mln€, quest’anno chiuderemo sui 18 e le previsioni sono di ulteriore crescita». Lo spiega Daniela Costi, che ha in capo l’area finanziaria e gestionale di un’azienda che opera al 30% in Italia, all’incirca lo stesso in Europa e per la restante parte soprattutto in Centro America, Messico e, a breve, la Tunisia (nella foto, i soci Manuel Grassi e Cristian Lusoli). «Il segreto? L’esperienza decennale dei fondatori, che garantisce un servizio di alta qualità, anche se volgiamo ancora lavorare su una crescita progressiva, per migliorare l’efficienza». L’innovazione è un altro driver di crescita, testimoniato dallo sviluppo di nuovi prototipi, in particolare il robot Delta, soluzione innovativa per quanto riguarda la preparazione a strato, che rivoluziona l’efficienza del fine linea. Le certificazioni sono ulteriori garanzie di qualità. Continua la manager: «Il nostro obiettivo è unire innovazione tecnologia, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle persone ma in generale di tutti gli stakeholders. Siamo molto attenti, ad esempio, a rispettare le scadenze di pagamento con i fornitori, poiché essendo un’azienda molto giovane, siamo consapevoli dell’importanza di guadagnarci la loro fiducia».
MAKEITALIA
Dipendenti: 140
Fatturato 19,4mln€
Modena
Conosciutisi in Ferrari, i tre soci fondatori nel 2008 si propongono di colmare un vuoto, lanciando una società di consulenza verticale dedicata alla supply chain. Fin dal nome, l’approccio è particolare: non solo consulenza strategica, ma capacità di mettersi direttamente in gioco al fianco dei clienti su più fronti, da progetti ad hoc fino all’esecuzione in prima persona dell’implementazione dei progetti, ma anche outsourcing, temporary management e formazione. Fiore all’occhiello è la “smart factory”, dove i software e le metodologie vengono testati internamente prima di essere proposti ai clienti. «Non siamo sviluppatori di software, ma ci poniamo come supporto al business per soddisfare le esigenze dei clienti su questi temi»”, spiega Mirco Sapucci, nel suo doppio ruolo di coordinatore area marketing e senior manager. La spinta verso l’innovazione si traduce anche in un’area interna dedicata al mondo digitale, che sta portando avanti diversi progetti, focalizzati in maniera specifica sull’automazione dei processi aziendali e sull’AI. Fin dalla fondazione l’azienda si è dotata di un centro R&D interno che lavora in stretta collaborazione con una ventina di università. Da quattro anni, i futuri ingegneri gestionali si mettono alla prova anche con il “Supply chain challenge”, una sfida al simulatore che replica la quotidianità di questo particolare mestiere. I team vincitori di ogni città si qualificano per la finalissima di Modena.
PM
Dipendenti: 180
Fatturato: 46mln€
Marano sul Panaro (MO)
Un passaggio generazionale decisamente fuori dagli schemi quello messo in campo, a inizio degli Anni Duemila, da Pietro Vandelli e Giacinto Pradelli, per la società da loro fondata nel 1976, attiva nella meccanica di precisione, in particolare componenti per i motori diesel e benzina. Lo racconta uno dei protagonisti di questa avventura, Guglielmo Badiali, entrato trent’anni fa come giovane ingegnere e programmatore, ora direttore commerciale e socio: «I fondatori decisero di allargare la compagine societaria dalla loro famiglia ai collaboratori. L’idea era quella di creare un team, una grande famiglia, per passare da una realtà artigiana a una piccola media impresa con più ampie prospettive. E così, per noi giovani collaboratori, è stato un po’ come chi ti prende in famiglia! Con gli anni, da soci junior ci stiamo trasformando in soci senior». Una bella storia, che si fonda poi su una qualità assoluta, riconosciuta da clienti come il Gruppo ZF o Mercedes, per cui sono il fornitore di riferimento su diversi codici, tra cui i supporti dei mozzi ruota per la gamma AMG. Lo scorso anno è stata acquisita una commessa per l’automotive di lusso (McLaren, Bugatti, Aston Martin) per la produzione di scatole cambio. L’export è al 70%, ma le radici nella Motor Valley sono più salde che mai. «Il futuro va anche nella direzione della diversificazione, con l’ingresso nel settore idraulico e nel mondo del truck e del construction, eolico e nelle infrastrutture ferroviarie».
TRASCAR
Dipendenti: 75
Fatturato: 40mln€
Bomporto (MO)
Da dipendente a consigliere delegato, fino a diventare socio: questa la parabola di Giuseppe Gelati, che nel 2003 rileva la società fondata nel 1973 e dedita alla realizzazione di impianti di automazione e intralogistica; non contento, nel 2008 acquista anche l’immobile, segnale di un business che riesce a far crescere in maniera costante. «Oggi lavoriamo per i grandi marchi dell’abbigliamento ma anche per molte altre grandi aziende protagoniste nei rispettivi settori merceologici. All’estero, che rappresenta il 30% del fatturato, siamo presenti in Europa, USA e Turchia. Siamo cresciuti molto sposando il concetto della “merce all’uomo”, che valorizza la persona, il valore del rispetto e punta sull’ergonomia per tutelare la salute dei collaboratori». Tecnologie d’avanguardia e apparecchiature di alto livello tecnologico garantiscono anche il rispetto di standard di sostenibilità, sia per sé che per i clienti. Trascar è inoltre vicina al territorio di provenienza, attraverso il supporto a realtà locali, in particolare di stampo sportivo e dedicate al coinvolgimento dei giovani. E a proposito di nuove generazioni, i figli di Gelati sono già in azienda, ma la visione è comunque quella di un’azienda moderna e che ha quasi compiuto il percorso di managerializzazione. I progetti di sviluppo sono motivati da espansione e specializzazione, anche attraverso la costituzione di società specializzate.
SADA CAVI
Dipendenti: 45
Fatturato: 100mnl€
Spezzano di Fiorano (MO)
Papà Mario lavorava su impianti elettrici ma nel 1980, accortosi che manca un servizio di taglio dei cavi su misura e intravedendovi un possibile sviluppo, decide di colmare questo vuoto. «È partito da zero e oggi siamo in grado di offrire tutte le soluzioni che convergono sul cavo elettrico per una molteplicità di settori, tra cui automotive, farmaceutica, imballaggi. I nostri clienti vengono dal mondo dell’industria, sono distributori di materiale elettrico o elettricisti: in tutti i casi si rivolgono a noi per avere soluzione completa per completare un impianto». A delineare i contorni di Sada Cavi è Daniele Leonardi, figlio di Mario, grande amante della musica («Organizzo concerti con il Comune di Fiorano, anche con band internazionali e grandi artisti!»). Con i genitori e la sorella Sara gestisce una realtà che presenta ben 20.000 articoli pronti a magazzino. Il 70% dei clienti è in Italia, il 30% all’estero diretti ma il materiale commercializzato prende al 50% la strada del mondo. «Stiamo guardando al tema del green con le rinnovabili, sforzando di lavorare a scarto zero e puntando al riciclo. Forte, dunque, l’attenzione al packaging, non meno al tema innovazione. Stiamo costruendo un secondo magazzino verticale che verrà completato entro l’anno, introducendo l’AI attraverso un avatar che si relaziona con il database. Il cliente quando si approccia a noi ha sempre un’urgenza importante da soddisfare, dunque la tempestività nel servizio è tutto».
