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EMILCERAMICA
Dipendenti: 402
Fatturato: 200mln€
Fiorano Modenese (MO)
Nata nel 1961, nel giro di dieci anni ha introdotto la monocottura; nel 1994 ha lanciato il marchio Ergon; nel 2000 è sbarcata negli USA con Emilamerica; nel 2007/09 ha acquisito Viva Ceramiche e Provenza, lanciando nello stesso anno la tecnologia full HD che ha rivoluzionato il modo di fare ceramica. Nel 2016 Emilgroup ha riunito sotto di sé i vari brand e l’anno successivo è entrato a far parte di Marazzi Group e Mohawk, quotata a New York. Il Bilancio di sostenibilità è consolidato, e riflette l’attitudine di Emilceramica per la riduzione degli scarti. Numerose le iniziative a favore delle persone: screening per il tumore, osteopata, nutrizionista, psicologo, corsi per smettere di fumare, borse di studio, sostegno per le rette scolastiche, donazioni a enti benefici con l’obiettivo di costruire un hospice a Fiorano, la certificazione D&I. Il fatturato arriva all’85% dall’estero, il tratto distintivo è una produzione che spazia dai formati più piccoli (10×10) ai più voluminosi (160×320). Il Presidente Luca Gatti spiega: «L’azienda è permeata di innovazione, che parte del laboratorio R&D ma si trasmette a tutti i reparti. Il digitale è stato un grande salto: con le fotocamere riprendiamo le parti della natura che poi riproduciamo in modo sempre più fedele: questi strumenti ormai sono diffusi ovunque, ma la creatività italiana continua a fare la differenza, anche in un contesto nel quale cresce la concorrenza di Paesi come l’India».
FLORIM
Dipendenti: 1.432
Fatturato: 416mln€
Fiorano Modenese (MO)
«Il futuro è nel servizio, mantenendo l’assoluta eccellenza Made in Italy, ma lavorando sul portare soluzioni concrete e vicine, in tutti i sensi, ai principali interlocutori, tra cui architetti e designer e contractor. Per questo abbiamo creato una rete di una decina di Flagship Store e Concept Store in tutto il mondo, dove è possibile visionare i prodotti ma anche avere consulenza tecnica di valore». Così Beatrice Lucchese, ingegnere, a capo della direzione commerciale del marchio Florim a livello globale, espressione dell’azienda fondata nel 1962 dal nonno Giovanni e cresciuta negli anni passando attraverso espansioni e l’acquisizione, tra le altre, di un’azienda in USA. Il fatturato è realizzato al 75% all’estero, e sul mercato statunitense e canadese si lavora con il brand MILE®stone, con il brand Florim nel resto del mondo, unione dei precedenti marchi Florgres e Cerim. L’azienda dedica attenzione ai temi ESG nei suoi molteplici aspetti: nel sociale, attraverso il sostegno da una parte al territorio, dall’altra ai singoli, dipendenti e loro famiglie; riguardo l’ambiente, con investimenti pari a 77 milioni di euro nella sostenibilità ambientale dal 2011 ad oggi; nella governance, ponendo attenzione agli stakeholders, alla catena di fornitura e con la scelta di essere B Corp, dal 2020. «Oltre a tutto ciò – continua l’ingegner Lucchese – porteremo avanti progetti di ricerca su materiali e tecnologie per aprire la ceramica a settori finora inesplorati».
IMALPAL GROUP
Dipendenti: 500
Fatturato: 200mln€
San Damaso (MO)
Gli esordi in un garage, armati solo di un’intuizione – creare sistemi di miscelazione per incollare particelle di legno che formano pannelli – e qualificarsi oggi come un’azienda industriale con un ampio respiro green protagonista in quattro settori industriali: pannelli a base di legno, prodotti da legno pressato per l’imballaggio, pellet e produzione di energia, legno riciclato e trattamento rifiuti. Dario Baiocchi, Group CFO, spiega: «La proprietà è composta oggi da tre famiglie, Zanasi e Benedetti di Mo e la famiglia Dal Ben di Treviso, che si incontrano-scontrano come concorrenti ma nel 1998 uniscono le forze, creando una partnership e poi una holding comune. Tra le principali società operative compaiono Imal e Pal». Attivo anche nella produzione di macchinari e grandi impianti per la produzione del legno, il Gruppo si inserisce oggi pienamente nel filone della green economy, allargando l’attività anche alla produzione di pannelli in legno riciclato. Export all’85%, l’aspirazione a crescere soprattutto negli USA, dove il concetto di riciclo ha ampi margini di crescita, Impal ha 23 brevetti di proprietà frutto dell’attività di R&D di un team interno composto da 15 persone. «Siamo partiti da una sola macchina e ora creiamo impianti di grandi dimensioni. L’innovazione è un processo continuo e stiamo lavorando anche sull’uso dell’AI per il settaggio dei macchinari nonché sulla sostituzione con onde millimetriche dei raggi X, per garantire maggiore sicurezza e precisione».
ITALVIBRAS G. SILINGARDI
120 persone + 60 nelle filiali
50mln€
Fiorano (MO)
Produzione Made in Italy, 85% di fatturato generato all’estero (filiali in Europa, Usa, Australia), occhi rivolti verso un’ulteriore espansione in mercati di interesse come India e Turchia, terza generazione già in azienda, la Italvibras fondata nel 1959 da Giorgio Silingardi è protagonista mondiale nella produzione di motovibratori elettrici, meccanici, elettromagnetici. «Servono a selezionare e movimentare i prodotti attraverso una forza vibrante, ad esempio per la separazione della terra dalla ghiaia o, nella ceramica, per vagliare le argille», spiega Paolo Silingardi, figlio del fondatore e AD, che con il fratello Carlo, presidente, che gestiscono oggi una realtà che lavora sull’innovazione continua, soprattutto di processo, per garantire la qualità finale del prodotto e mantenere la posizione di leadership nonostante una concorrenza, soprattutto cinese, molto agguerrita. «Crediamo che l’investimento produttivo debba rimanere in Italia – spiega Paolo – ragione per cui abbiamo acquistato un’area adiacente alla nostra sede per consentirci di effettuare ulteriori sviluppi. Siamo molto vicini al territorio e la nostra famiglia, soprattutto nostra madre, ha creduto molto, ad esempio nel rilancio del Teatro Carani di Sassuolo, che oggi è una splendida realtà culturale». Carlo prosegue: «Continuiamo a guardarci intorno per cogliere opportunità, tanto che abbiamo acquisito di recente due aziende che ci consentono do allargare la nostra proposta».
NOVABELL
Dipendenti: 230
Fatturato: 80mln€
Roteglia (RE)
Il presidente Mario Roncaglia rappresenta la seconda generazione alla guida dell’azienda nata nel 1988 con l’acquisizione da parte del suocero Silvio Bellei pioniere del distretto ceramico dagli Anni 60. La crescita è stata sostenuta dall’introduzione di nuovi prodotti: il gres porcellanato dal 1998, nel 2016 il lancio del brand “OutWalk 20 mm”, dedicato a pavimentazioni per esterni, affermandosi rapidamente a livello internazionale. Nel 2023 ha lanciato il brand “Oversize”, dedicato alle grandi lastre in spessori da 6 mm e 12 mm, il cui consolidamento è tra i principali piani per il prossimo futuro; oggi è tra le poche aziende del comprensorio a offrire una gamma completa di gres porcellanato in spessori da 6, 9, 12 e 20 mm, per interni, esterni e facciate ventilate. L’88% della produzione è destinato all’export, con presenza in oltre 100 mercati, tra cui i principali sono Francia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Medio ed Estremo Oriente. «Il fascino del “Made in Italy” è evidente in una gamma di prodotti che permettono di creare un’estetica coerente e distintiva in tutto l’edificio, dentro e fuori. L’innovazione non è solo tecnologia, bensì un modo di pensare e agire ogni giorno, anticipare i bisogni del mercato, investire nella ricerca di materiali e processi più sostenibili, valorizzando le competenze delle nostre persone. La cura del dettaglio fa sì che nascano prodotti performanti e sofisticati, capaci di interpretare il presente e durare nel futuro».
SAI
Dipendenti: 100 (Italia)
Fatturato: 20mln€ (Italia)
Modena
I fratelli Marco e Vittorio Pecorari sono la seconda generazione alla guida del gruppo specializzato in motori idraulici. Le origini di SAI sono intrecciate con la storia della famiglia: «Possedevamo dei terreni e i nostri genitori e zii lavoravano molto per la meccanizzazione delle macchine agricole. Dal primo motore idraulico realizzato per una di esse è nato tutto e, nel 1964, è stata fondata l’azienda». Negli Anni 80 ha preso corpo l’internazionalizzazione anticipata dall’apertura del primo ufficio in Canada e seguita dalle filiali estere. Oggi SAI oltre a esportare il 90% di quanto prodotto a Modena, gestisce più attività all’estero con lo stesso brand: i mercati di Cina, India e Stati Uniti vengono riforniti con una produzione eseguita in loco. «Puntiamo ad ampliare l’export in Europa e in particolare in alcuni mercati, come la Germania, dove c’è bisogno di soluzioni molto evolute per la trasmissione di potenza», spiega il CEO Vittorio Pecorari. Altrettanto determinante è l’innovazione: «Pur producendo anche accessori, ci definiamo un’azienda monoprodotto’ Se siamo ancora sul mercato con successo è perché dal nostro prodotto riusciamo a tirar fuori sempre nuovo potenziale. Un ruolo indispensabile è svolto dalla società satellite R&D srl, il nostro centro di ricerca, sul quale investiamo dal 4 al 6% del fatturato. La chiave è stata affrancarsi dalla classica etichetta del settore, ‘Alta coppia e bassa potenza’, producendo motori sempre più potenti ed efficienti».
